5 passi per scovare i propri talenti

PabloPicasso portrait of a youg girl

La maggiore parte delle persone che ho incontrato nella mia vita e con le quali ho affrontato il discorso “talenti” hanno sostenuto di non averne. Tra queste persone c’ero anch’io qualche anno fa.
La frase che segue sintetizza un po’ il discorso: “so fare tante cose, in qualcuna magari riesco meglio di altre, ma non eccello in niente di particolare”.
Sono d’accordo: se si parla di talenti una cosa devi saperla fare bene e ti deve riuscire facilmente. In più c’è un altro aspetto fondamentalissimo: deve essere piacevole!
Se un persona ha per 20 anni fatto con frequenza regolare un qualcosa è molto probabile che sia diventata molto abile a farla.
Fai attenzione a questo pero: non fare fatica è diverso da provare piacere.

Posso fare una cosa senza fatica perché l’ho fatta per tanto tempo ma non vedo l’ora di finirla (che lavoro fai?)
Posso provare fatica anche nell’esercitare un mio potenziale talento specialmente quando non sono allenato e soprattutto quando ancora non so che questo è un mio talento.
Ma qualsiasi sia la fatica o sforzo che esercito per manifestarlo, quando l’avrò fatto mi sentirò con ancora più energia di prima di cominciare.
Faccio e mi sento meglio nel breve e nel lungo periodo.

GUIDA: 5 passi.

Può sembrare una cosa scontata ma pochi di noi si applicano per scovare i propri talenti.

Quando pensiamo al talento generalmente tendiamo ad andare verso l’eccesso: il Ronaldo del calcio, il Picasso della pittura e così via. A proposito di Picasso: lo sai che il suo talento l’ha scoperto per caso grazie a sua madre che attorno ai vent’anni gli regalò un kit di pittura perché lo vedeva triste nel fare un lavoro che gli faceva schifo?

PRIMA ANCORA DEL PRIMO PASSO
Un mio talento è il Public speaking: mi piace praticarlo, mi riesce facile, quando finisco una lezione, un workshop o un intervento mi sento con più energia di prima. Infine prendo anche soldi per farlo.
Ma se 10 anni fa non avrei mai potuto pensare di fare quello che faccio ora: neanche passato per la mente.
Credevo che l’attività dell’oratore fosse appannaggio di pochi fortunati tra i quali, non so per quale strana motivo mentale, io ne ero escluso.
Pensa a quello che ti piace, spazia, fai una lista delle cose che vorresti fare o chi vorresti scoprire di essere come farebbe un bambino piccolo piccolo nella lettera a babbo a Babbo Natale!

  1. Quindi il primo passo per scovare un proprio talento è esercitarsi nel fare ciò che ci piace anche se per il momento non ci consideriamo ancora dei top player. Creiamo un piano per allenatrici con costanza quotidiana nel fare qualcosa che amiamo fare fino a diventare sempre più abili.
  2. Il secondo passo è prendere informazioni, leggere trovare tutto quel materiale che ci permette di andare, un pochino alla volta, oltre a quello che già sappiamo. Acquisiamo maggiore conoscenza.
  3. Il terzo passo è tenere duro e andare avanti anche quando non siamo ispirati. Impariamo a essere disciplinati nella nostra passione. Alle volte aspettiamo di disciplinari solo quando siamo costretti, come andare a fare un lavoro che non ci piace.
  4. Quarto passo: parliamo con gli altri di quello che vorremmo fare e sviluppare. Anche se (e soprattutto se!) discosta altissimo da quello che stiamo attualmente facendo. I fatto di esporci ci da più forza e grinta per essere coerenti tra quello che diciamo e quello che facciamo. É come costruirsi una calamita motivazionale per agire e andare verso il nostro talento.
  5. Quinto ed ultimo passo: proiettarsi per trasformare il nostro talento in punto di forza che ci dia l’opportunità di metterlo nel mercato. Possiamo scegliere di esercitare il nostro talento “solo” come hobby o trasformarlo come professione che ci dia la sostenibilità per fare quello che ci piace e vivere di esso.

 

Seguire la guida non è facile perché non dà un risultato immediato ma ci vuole tempo prima di prendere (o alle volte anche RI-PRENDERE) consapevolezza di quello che ci facile e ci fa piacere fare e soprattutto sostenerlo venendo pagati per farlo.

Il vantaggio della ricerca del proprio talento è proprio questo: esercitandoci a fare ciò che ci piace siamo più pazienti nel trascorrere nel tempo affinché i nostro talento emerga.

Ora non resta che provare e vedere cosa succede.  Non è un caso che la parola “fare” sia la più ripetuta all’interno di questo post.

Spettacolare Venti-Quattordici!

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Hai presente l’operetta”Il dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere” di Leopardi?

http://libreriaweb.edatlas.it/media/store/secure/5_Dialogo_Leopardi.pdf

Beh, sono trascorsi una trentina d’anni da quando l’ho letta la prima volta, ma ogni volta che sta per arrivare l’anno nuovo ecco che ..ZAC!.. mi riviene in mente e mi si ripresenta la riflessione sull’augurio (o speranza) che l’anno in arrivo sia migliore del precedente.

Cosa significa per te migliore? Come desideri che sia l’anno imminente?

Beh non lo so come sarà per te o per me questo 2014.

L’unica area in cui possiamo agire per avere il potere di renderlo migliore è “noi stessi e nelle nostre azioni quotidiane” a prescindere da quello che ci accade o da come gira e girerà il mondo.

Quello che ti auguro è che tu sia la persona che vuoi essere per vivere il 2014 nella maniera più spettacolare e sorprendente di sempre: sii il migliore anno di sempre!

Con affetto,

Confrontarsi con una persona che non ci piace

E’ comune relazionarsi con persone che riteniamo di non aver scelto come ad esempio: colleghi di lavoro, parenti naturali o acquisiti, vicini di casa o personaggi pubblici mai incontrati dal vivo come il politico di turno.

Per una serie di motivi, o a volte anche per un motivo solo, quando le vediamo o addirittura le immaginiamo/ricordiamo proviamo determinate sensazioni ed emozioni.

Poniamo il caso che vi sentiate infastiditi nell’incontrare realmente o con il pensiero una persona che non amate:

  • visualizzate la scena in cui l’avete di fronte.
  • descrivetela a voi stessi e sottovoce
  • prendete consapevolezza di che sensazione provate

Ecco un esempio sintetico tratto da un corso che ho tenuto recentemente : “Quando la vedo, sento un qualcosa che pulsa nello stomaco mi dico che è proprio una brutta persona e immagino la sua faccia da schiaffi mentre fa quella cosa che proprio non mi va giù…la investirei con l’auto più volte!”

Fatto? In realtà succede spesso che questo processo lo facciamo inconsciamente quasi ogni volta che ci incontriamo o immaginiamo questa persona.

ADESSO QUALCHE DOMANDA

  1. Ti piace provare le sensazioni che hai appena descritto?
  2. Lo sai che sei tu che decidi di affrontare questa esperienza in questa modo?

Tendenzialmente provare rabbia nei confronti di qualcuno soddisfa nel breve periodo una specie di desiderio di vendetta per quello che la persona ci ha fatto provare. Solo che in realtà non succede niente di buono, ma anzi: nel lungo periodo questo logora!

Cito nuovamente questa frase:

PROVARE RANCORE è COME BERE DEL VELENO ASPETTANDOSI CHE L’ALTRO MUOIA“.

SPERIMENTA

Se alcuni pensieri non si possono eliminare con facilità, li possiamo invece sostituire con semplicità.

  1. segnati la data di oggi su un foglio, e valuta dall’1 (niente) 10 (tantissimo) la sensazione di disagio che provi nei confronti della persona in questione (scrivila subito e istintivamente senza pensarci troppo su)
  2. elenca 5 aspetti positivi della persona che non ti piace (sicuramente ce ne sono, ho fatto questo test con centinaia di persone!!!)
  3. quando la vedi, o la pensi, concentrati su quelli che hai appena trovato
  4. trascorsi 30 giorni, rivaluta senza pensarci troppo su la sensazione di disagio che provi nei confronti della persona in questione come indicato nel punto 1 e confrontala.

Una riflessione che potrebbe aiutare nel trovare i 5 aspetti positivi: il fatto che una persona profumi appare come un aspetto positivo irrilevante. Vero? E se la persona in questione puzzasse?

Ora non ti resta che vedere l’effetto che fa!